La guerra dei trent'anni: Asahi Pentax a vite

 
 
 
 

 

 

 

 

La guerra dei trent'anni: Asahi Pentax a vite

La battaglia finale contro il telemetro e l'affermazione della reflex monobiettivo

Il collegamento tra Exakta e Pentax, pur essendo entrambe le case famose per le reflex 35mm, non è tanto tecnico quanto di ruolo: si può sintetizzare dicendo che l'Exakta gettò le solide fondamenta del dominio reflex negli anni '30 e '40, mentre l'evoluzione successiva (per continuare l'allegoria: i muri principali della costruzione) fu in gran parte opera della Asahi negli anni '50 e '60.

I precedenti

Con la fine della seconda guerra mondiale e la riconversione imposta dagli americani, la Asahi Opt. Co. Ltd. decise di ampliare la propria attività da fornitore di obiettivi per conto terzi (Minolta, Konica) a costruttore di fotocamere complete. Con notevole lungimiranza rispetto agli altri costruttori giapponesi come Canon e Nikon, che imitavano Leica e Contax, Yashica che copiava Rolleiflex e Minolta che produceva semplici fotocamere a mirino galileiano, decise di intraprendere la strada della reflex 35mm ad obiettivi intercambiabili. Nei più c'era ancora la convinzione che l'unica macchia d'azione fosse quella a telemetro: piccola, rapida, praticamente infallibile. La reflex invece era valutata si superiore sulle lunghe focali e per foto speciali, ma pesante e macchinosa, in sostanza lenta. La storia della Pentax è la storia della demolizione caparbia, punto per punto, di questa convinzione attraverso una evoluzione significativa pur nella sostanziale continuità, evoluzione che denota un preciso piano a lungo termine, nel più puro stile giapponese. Lo stesso logo con le lettere AOCo inserite in un pentaprisma stilizzato anticipa fin dall'inizio le intenzioni della casa.

 

Asahiflex: la preistoria Pentax

La Asahiflex I (1951) fu il punto di partenza, il modello su cui lavorare per gli sviluppi successivi al fine di superare le limitazioni del momento. Assai interessante ma non particolarmente originale, era ispirata alla Praktiflex II del 1948, con un corpo macchina simile e la stessa gamma di tempi di otturazione. Accanto al pozzetto trovava posto anche un mirino galileiano supplementare per inquadrature verticali e l'innesto ottiche era uno strano passo a vite da 37mm.

 

Con la Asahiflex IIB (1954) venne risolto il problema dell'oscuramento dell'immagine durante ed immediatamente dopo lo scatto, portando ad una maggiore agilità d'uso. La difficoltà nel seguire oggetti in movimento veniva notevolmente ridotta.

Una disputa con la ungherese 'Gamma Duflex' su quale sia stata la prima reflex con specchio a ritorno istantaneo è stata recentemente chiarita da Cecchi e White: è vero che la Duflex adottò il ritorno rapido dello specchio fin dal 1947, ma tale sistema non era affidabile e andava soggetto a guasti frequenti, tanto è vero che furono prodotti solo 800 esemplari. La Asahi invece valutò a lungo diverse soluzioni prima di scegliere e mettere a punto il sistema più funzionale ed affidabile.

 

La dinastia Pentax

Con l'introduzione del pentaprisma e della leva di carica rapida sulla Asahi Pentax (1957) si ottenne l'uso completo ad altezza d'occhio e quindi la possibilità d'impiego come "macchina d'azione", il nome Pentax verrrà mantenuto su tutti i modelli successivi. Con la serie S1/S2/S3 (1960) venne unificato il comando delle velocità di otturazione.

 

Con la Spotmatic (1964) e la lettura TTL dell'esposizione vi fu una ulteriore notevole semplificazione nell'uso con qualunque obiettivo o combinazione di elementi ottici: a quasi trent'anni dalla Kine Exakta si arrivò così al momento del "sorpasso" definitivo, anche nel campo del reportage, da parte della reflex che era diventata così più veloce della fotocamera a telemetro che il più delle volte non aveva nemmeno l'esposimetro. Il vantaggio diventerà decisivo con la diffusione delle pellicole a colori che richiedono una esposizione più precisa rispetto al bianconero.

Anche riguardo la lettura esposimetrica TTL c'è una disputa, questa volta con la giapponese Topcon. Dato che di solito le varie fonti citano o l'una o l'altra come prima assoluta, cercherò di chiarire: la prima a presentare la lettura TTL fu il prototipo Spot-Matic alla Photokina del 1960, mentre la Topcon RE super fu posta in vendita alla fine del 1963 precedendo la Spotmatic di serie di alcuni mesi.

 

A questo punto quella che ho definito 'guerra dei trent'anni' era finita, ma non finì lo slancio innovativo nel settore delle reflex 35mm: ormai i nemici da battere non erano più le macchine a telemetro, bensì le reflex di una concorrenza sempre più agguerrita che aveva capito da tempo e si era aggregata con crescente successo; così con la Spotmatic II (1971) vennero introdotti gli obiettivi con trattamento antiriflesso multistrato ed il contatto caldo sul pentaprisma. E' interessante anche la collaborazione tra Asahi ed Honeywell, che era l'importatore per gli U.S.A. della casa giapponese nonchè produttore di flash: venne così sviluppata una Spotmatic IIa che tramite un sensore (Strobo-eye) incorporato nel corpo macchina a fianco del pentaprisma gestiva l'emissione del lampo coi lampeggiatori Honeywell Strobonar; da questi studi si arriverà poi al moderno TTL flash.

 

Per una ulteriore rapidità di scatto la Electro Spotmatic (1971) e la successiva versione internazionale ES (1972) introdussero l'esposizione automatica a priorità dei diaframmi con lettura esposimetrica a tutta apertura, resa possibile da una modifica dell'innesto a vite e da una delle primissime applicazioni in campo civile di un circuito elettronico di "memoria" (di cui la Asahi deteneva il brevetto) in unione ad uno dei primi otturatori a controllo elettronico. Un altro affinamento si ebbe l'anno successivo con la ESII. Con la Spotmatic F (1973) anche l'esposizione manuale guadagnò la lettura esposimetrica a tutta apertura, ormai già diffusa presso la concorrenza.

 

Così l'innesto a vite 42x1 aveva raggiunto l'apice della sua evoluzione, ma i diversi costruttori avevano seguito strade diverse, rinnegando la precedente universalità. Contrariamente alla Exakta, la Asahi ebbe però il coraggio di cambiare il suo famoso innesto con l'altrettanto fortunato attacco a baionetta K, assicurandosi così un futuro, ma questa è un'altra storia.

 

Primati e tappe significative delle SLR a vite Asahi:

 

1951 - Asahiflex I: prima reflex 35mm giapponese

1954 - Asahiflex IIB: primo specchio a ritorno istantaneo di serie

1957 - Asahi Pentax: pentaprisma e leva di carica rapida

1960 - Spot-Matic: prima reflex con esposimetro TTL

1971 - Spotmatic II: trattamento antiriflessi multistrato sugli obiettivi

1971 - Spotmatic IIa: controllo per flash Honeywell Strobonar

1971 - Electro Spotmatic: prima reflex ad esposizione automatica a priorità dei diaframmi

 

Gli obiettivi

Non si può parlare di Pentax senza citare i famosi ed eccellenti obiettivi Takumar. Dallo strano fisheye 18mm f/11 ultrapiatto (poi sostituito da un più convenzionale 17mm f/4) ai supertele da 1000 e 2000mm la gamma di ottiche per le fotocamere Pentax non ebbe mai nulla da invidiare a nessuno per quantità e qualità, anzi in molte occasioni vennero surclassati obiettivi di gran nome e prezzo. Non tutti sanno ad esempio che negli anni '60 l'apparentemente modesto Super-Takumar 35mm f/3.5 superava in qualità quasi tutti gli obiettivi più blasonati, sia tedeschi che giapponesi, mentre il 50mm f/1.4 veniva considerato da molti l'obiettivo di riferimento a cui paragonare tutti gli altri.

Anche il trattamento multistrato, pur non essendo un invenzione Asahi, verrà per la prima volta esteso a tutta la produzione costringendo ben presto la concorrenza a fare altrettanto. Come spesso succede, la tecnologia era conosciuta, ma rimaneva relegata ai campi scientifici o militari, finchè la Asahi acquisì i diritti sull'esclusivo brevetto della OCLI, un laboratorio americano di ricerca ottica noto anche ai giorni nostri per la tecnologia degli schermi antiradiazioni per monitor da computer.

 

Un certo numero di Asahi Pentax ricevettero denominazioni differenti: Asahiflex, Penta Asahiflex ed Asahi Pentar per il Sud-Africa, Tower, Heiland ed Honeywell Pentax per gli U.S.A.

 

Anche gli appassionati o chi semplicemente vorrebbe saperne di più su Pentax hanno dal maggio del 1994 un club, l'Asahi Optical Historical Club d'Italia (AOHC); per informazioni rivolgersi a: Dario Bonazza - Via Badiali,138 - 48100 Ravenna.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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