In nome della Minox     di Gino Ferzetti

 
 
 
 

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Sottoposta a sperimentazioni pratiche accurate, ha confermato qualità peculiari.

Sono ancora validi questi mininegativi 8x11?

In origine , la "Minox Riga" ideata da Zapp nel 1924, realizzando il prototipo nel 1935 (anche se un prototipo fu ideato da Steinhel nel 1840), e prodotta in serie a Latvia dal 1937, era già dotata di tutte quelle prestazioni conservate fino all'ultimo modello meccanico, la BL del 1972: dimensioni compatte (lunghezza 82mm), scala dei tempi da 1/2 ad 1/1000 più B e T; (con otturatore a tendine metalliche  poste avanti all'obiettivo), riquadratura luminosa con parallasse automatica, focheggiatura minima a 20 cm, autonomia di 50 fotogrammi. L'obiettivo "Minostigmat" (3,5/15mm) aveva tre lenti. Il buon peso della minox raggiungeva 130 gr (fig. 1)

Successivamente, nel 1947, la Minox venne prodotta a Wetzlar con il nuovo modello "A" dotato del perfezionato obiettivo "Complan" a quattro lenti con piano focale "sferico", raggiungendo una resa eccezionale fino agli angoli estremi. La meccanica fu modificata  ottenendo una silenziosità straordinaria e riducendo il peso a metà, 70 gr; a parte disponeva di un buon esposimetro al selenio (Minosix) fig. 2.

Il successivo modello "B" del 1958 con esposimetro (al selenio) incorporato, si presentava più lunghetto di 15mm ed il peso salì a 95 gr. L'ultimo modello meccanico è stato il "BL" con esposimetro al CdS, mantenendo le dimensioni  vicino al modello B (lunghezza 100mm), con il peso che scese ad 80 gr; ma la meccanica non conservava la finezza e la silenziosità del modello B.

Nel 1969 apparve la "Minox C", novità per il sistema elettronico; ma il corpo si allungò troppo, di altri 20mm, complessivamente 120mm con il peso portato a 100gred i caricatori con l'autonomia ridotta a 36 pose, come tuttora. La seconda partita del modello C, prodotta insieme all BL, fu perfezionata in alcune parti, più il nuovo obiettivo "Minox" che, adottando i nuovi vetri (al lantanio) consentiva l'eliminazione della "curvatura di campo", quindi il pressore a piano perfetto; però l'astigmatismo verso gli angoli si era fatto più evidente.

Dal 1979 la Casa ha prodotto l'ultimo sistema con il modello "LX" e poi "TLX" (poco dopo il modello economico "EC"), con una linea nuova e dotato di altre caratteristiche, principalmente l'ampissima scala dei tempi fino al rapido 2000° e la cellula al silicio; la dimensione di lunghezza è stata ridotta a 105mm riprendendo quasi la compattezza  dei modelli B e BL; il peso è stato portato a 98 gr.

Verso la fine degli anni settanta, l'avvento delle Poket 110 mise in ombra, per merito del messaggio pubblicitario, la prestigiosa Minox, legata ad un formato (8x11) quasi tre volte inferiore al 110 (13x17).

In qualche caso, come nel colore negativo, il formato Poket partiva avvantaggiato per il risultato dell'ingrandimento, perché consentiva, ipoteticamente una migliore definizione; anche perché il diaframma regolabile sopperisce all'incerta planeità della pellicola (con l'uso dei caricatori "Instamatic" mancava il pressore).Il sistema Poket non disponeva però di una vasta gamma di pellicole, i caricatori avevano pochi fotogrammi e non potevano essere ricaricati; la focheggiatura non era ravvicinata e solo qualche modello consentiva di focheggiare a distanza più breve (25-30cm).

Eppure, la Minox mini formato sinora non è stata superata: molti dispositivi di altre macchine non sono che semplici variazioni su originali idee Minox, quali il caricamento telescopico, il doppio caricatore senza riavvolgimento della pellicola e l'automatismo elettronico "EE" con cellula compensata (semispot). Il tutto in una fotocamera che fino ad oggi è l'unica mini formato che può stare nel più piccolo taschino, dando la possibilità di cogliere in qualsiasi momento le occasioni di ripresa, con buoni risultati, fino alla focheggiatura minima di 20cm utilissima anche nella documentazione degli scritti.

Il suo obiettivo MINOX che lavora sempre a tutta apertura (diaframma fisso a f:3,5) con la buona profondità di campo della focale corta (15mm) e con il pressa pellicola che comprime efficacemente tutti e quattro i lati del formato, garantisce la perfetta focheggiatura. L'eccellente qualità dell'ottica calcolata su quell'unica apertura, lo scatto esente da vibrazioni per la sua dolcezza e per la disponibilità dei tempi molto rapidi, conferiscono alla Minox la possibilità di raggiungere forti ingrandimenti anche della rispettiva dimensione 40x60cm ed oltre, con risultati sorprendenti.

L'obiettivo ha una risolvenza notevole ed è fornito anche di un alto grado di contrasto. Già nei test condotti nell'aprile 1973 si celebrava l'alta risolvenza dell'obiettivo Minox, in grado di raggiungere 120 linee/mm. Oggi, rifacendo alcuni test, io stesso ho potuto riscontrare che negli obiettivi Minox, salvo lievi tolleranze, il potere risolutivo è ancora più spinto e può raggiungere il massimo di 160 linee al centro, riducendosi verso i bordi a causa di un lieve astigmatismo. Su precedenti obiettivi, serie COMLPLAN, con " piano focale sferico" calcolato per la Tutta Apertura (identico a quello dell'ingranditore originale Minox) si poteva raggiungere l'optimum di 175 linee al centro e 150 agli angoli, perché facilmente esente dal difetto di astigmatismo. Tale grado di risolvenza, può essere controllato con l'adatto sistema, usando l'Apposita "mira test" della fig. 10 adottando la pellicola ad alta definizione.

Con questi dati si intuisce quali livelli di resa può toccare la Minox, specie se si adotta il materiale negativo più idoneo, a bassa sensibilità, di definizione superiore alle 160 linee del centro - obiettivo e con sviluppo adeguato

La figura 3 mostra un ritratto di bambina, ripreso ad un metro di distanza ed illuminato con un lampo, ingrandito parzialmente a 40 lineari (come si vede dal corrispondete provino a contatto (fig.4). Si può constatare la splendida resa che raggiunge la Minox pur avendo sviluppato la pellicola con il bagno più economico e non finegranulante (il pratico Rodinal molto diluito).

EFFETTO GRANA

Se occorre una fotografia con l'effetto di una bella grana naturale dell'emulsione, la Minox porta al successo con una facilità e sicurezza superiore a qualsiasi altro apparecchio fotografico, perché con il suo mini formato è facile raggiungere i molti lineari dei forti ingrandimenti mantenendo un'acutanza sorprendente. Invece, con il 24x36, per  forzare bene l'ingrandimento con i numerosi lineari richiesti per la resa di una grana evidente, occorre scegliere una piccola porzione del negativo, perdendo troppi elementi compositivi; oppure si rimedia solo in ripresa con l'uso di una corta focale (20-25mm), ossia un grandangolare spinto che può dare buoni risultati se si fa attenzione ad utilizzare possibilmente il centro del formato.

La fotografia (fig.5) "Casa di D'Annunzio" a Pescara, ingrandita di 8 lineari è quasi esente da grana.

Nel particolare (fig.6) dello stesso fotogramma, l'eccezionale ingrandimento è stato spinto fino a 100 lineari. Nelle sue zone omogenee e scure, di semplici elementi, si nota con evidenza il valore compositivo che può dare una grana grossa e molto pulita, insieme all'alta acutanza offerta dall'obiettivo Minox, avendo trattato il negativo con il semplice rivelatore Rodinal.

Per tali ingrandimenti di molti lineari è stato adottato il comodo ingranditore originale Minox, caratterizzato dalla luce puntiforme e di abbondante intensità, che garantisce tempi alquanto brevi. Ma si ottengono risultati ugualmente soddisfacenti con qualsiasi buon ingranditore a condensatore adottando un obiettivo eccellente (es.: l'ottimo componon 28mm) e la mascherina 8x11mm; naturalmente, la luminosità poco adeguata agli ingrandimenti di molti lineari darà difficoltà nella messa a fuoco, richiedendo per di più tempi abbastanza lunghi per l'esposizione.

FOTOGRAFIA DI RIPRODUZIONE

Nella riproduzione dei documenti e grafica in genere, la Minox eccelle. Una qualsiasi pagina può essere ripresa con la Minox scegliendo la distanza più conveniente per riempire il fotogramma ed assicurare l'ottima chiarezza di ogni ingrandimento, specie usando la pellicola più adatta, o addirittura il lampo. Le riproduzioni eccellenti fatte con la Minox possono essere anche osservate comodamente con il "Lettore Minox", noto per la limpidezza dei caratteri e per il minimo ingombro. Infatti, detto tipo di lettura è stato molto apprezzato dai legali ed è stato anche imitato dai moderni sistemi di catalogazione per pezzi di ricambio, usando un formato ancora più piccolo, metà della Minox. Vari altri tipi di lettori possono essere facilmente adattati alla pellicola Minox rendendo agevole ogni lettura. Io personalmente uso l'ottimo lettore Agfa Copex, avendo apportato una semplice modifica al telaio di guida per pellicola.

RIPRESE SUL TELEVISORE

L'apparecchio, senza la necessità di un treppiedi, va posto alla distanza di un metro dallo schermo di media grandezza: impostando il tempo manuale su 1/30 si effettua agevolmente lo scatto senza il minimo pericolo delle vibrazioni. I risultati sono buoni.

Usando una pellicola piuttosto rapida (tri-x, HP5, Agfapan 400, Delta 400) e sviluppando con il Rodinal 1+50 per circa 9minuti, si ottengono immagini impeccabili, perché un  po' di grana e la bassa risolvenza della pellicola rapida mascherano l'eventuale fastidio delle linee orizzontali del video.

Può essere usata con ottimi risultati anche la pellicola di sensibilità media (Plus-x, FP4, Agfapan 100, Delta 100).

IL COLORE CON LA MINOX

La Minox non manca del buon risultato nel colore ed usando le note pellicole negative Kodak Gold Professional, possibilmente col filtro R6 (di corredo nella Minox C), si ottengono stampe molto soddisfacenti nel formato "strandard" 9x13cm.

Passando alla diapositiva e scegliendo il buon materiale (Kodak Ektachrome, Agfachrome, ecc. ) si ottiene un'ottima fedeltà dei colori limpidi ed una vasta gamma tonale, che può essere resa più gradevole mediante il filtro di corredo R3.

Per la proiezione delle diapositive formato Minox è molto conveniente l'uso di un normale proiettore 35mm,  utilizzandone i suoi telaini 5x5 dotati di vetrini, con la possibilità di inserire comodamente tra essi più fotogrammi 8x11 "sistema multivision". Le immagini singole, che potrebbero apparire più piccole, risulteranno ugualmente soddisfacenti per mettere in evidenza tutte le qualità cromatiche ed il gradi di contrasto dell'obiettivo Minox.

Più caratteristico è l'uso di telaini con vetrini 4x4 che possono contenere 12 DIA Minox e, ponendovi i soggetti su unico verso (orizzontale o verticale), con il sistema MULTIVISION si può ottenere la sequenza di un bel racconto. Se dalle ottime diapositive Minox si ricavano corrette stampe con il procedimento Cibachrome, la qualità del risultato è sorprendente, sia per la resa cromatica dei colori saturi sia per un buon dettaglio dei contorni e per l'assenza della grana: un discreto ingrandimento fino alla dimensione di 13x18cm può fornire una resa capace di suscitare meraviglia, con un effetto finale anche più bello della diapositiva, specie su soggetti con illuminazione diffusa, evitando la luce contrastata.

Solo curando poco il procedimento Cibachrome o scegliendo diapositive male equilibrate cromaticamente (o con luce troppo contrastata), si possono avere delle sorprese specie in un ingrandimento spinto. Le ombre possono dare il senso dello sporco perdendo il dettaglio e le luci possono alterare i colori facendoli sembrare anche sovraesposti.

Per lo sviluppo delle diapositive formato Minox e per l'adeguato trattamento delle stampe Cibachrome ci sono molti laboratori, anche privati, sparsi nella penisola.

TECNICA PER LO SVILUPPO DEL B.N.

Poiché più  piccolo è il formato maggiormente deve essere curato lo sviluppo del  negativo, per l'uso del comune materiale sensibile (Pan F, Agfapan 100 e 25, ecc.) sono stati approntati gli originali rivelatori del listino Minox. Ma usando i materiali sensibili sopraindicati (a strato sottile), dopo varie prove e confronti, posso affermare che i risultati più soddisfacenti per l'alta acutanza li ho ottenuti con altri noti sviluppatori, scegliendo il valore ottimale del contrasto in rapporto all'esposizione.

Essi sono: Grafitol F, Hyfin, Ilfosol2, Microdol, ecc.

Grafitol F (diluito 1+20)

Agfapan100   DIN 22  ASA 125 minuti 17

Pan F    DIN 19   ASA 65   minuti 13

I dati possono essere indicativi in base al tipo di tank, sistema di agitazione, tolleranza del termometro, ecc.

Per la Minox consiglio piuttosto di sottoesporre la pellicola di 1/2 stop, anche per la facile tendenza a sovraesporre, constatata nella maggioranza degli apparecchi modello C.

Per ottenere il massimo grado nel microcontrasto, tanto da rendere leggibili i più fini dettagli ed una grana netta oltre i 30 lineari di ingrandimento (fino al massimo di 150 lineari), bisogna favorire l'effetto di adiacenza con l'agitazione ridotta al minimo (qualche secondo ogni tre minuti o molto meno).

Hyfin Ilford

Agfapan 100     DIN 24   ASA 200   minuti 17

FP4    DIN 25   ASA 260   minuti 17

Plus x  DIN 24   ASA 200   minuti17

Pan F  DIN23   ASA 160   minuti 16'30"

E' maggiormente indicato per pellicola a strato sottile, dando una grana finissima senza essere finegranulante, persino guadagnando in sensibilità. Per raggiungere il più alto grado di acutanza dovendo fare ingrandimenti spinti, bisogna assicurare il buon "effetto di adiacenza" mediante l'agitazione rallentata, garantendo una gamma ottimale medio-basso (0,55), perché aumentando il trattamento per una gamma più alto si ha scadimento di qualità.

Per il MICRODOL e per l'ILFOSOL2 non occorrono istruzioni particolari essendo molto facili nell'uso.

Ma la via più indicata per ottenere con la Minox io massimo degli ingrandimenti eccezionali (45x60) con buon dettaglio ed assenza di grana (osservando l'immagine alla proporzionata distanza) è quella di scegliere anche la pellicola particolarmente adatta, sempre pancromatica, ma con altissima risolvenza (300 o più linee/mm), ossia in grado di mettere in evidenza la qualità "super" dell'obiettivo.

Da vari Anni la pellicola pancromatica ad alta risolvenza più disponibile sul mercato è la RECORDAK della Kodak ed adattandola alla Minox va impostata la sensibilità di 13-14 DIN (per comuni riprese all'aperto) preferendo la luce diffusa e compensando il suo alto grado di contrasto con l'effetto morbido dello sviluppo maggiormente diluito, o sviluppo speciale.

Lo sviluppo più semplice per la Recordak senza grana è il solito diffusissimo e pratico Rodinal; diluendolo molto, 1+200, deve trattare la pellicola per il tempo indicativo di 20/25minuti. Usando la vasca verticale l'operazione è molto più comoda, non occorrendo l'agitazione frequente: basta scuotere la pellicola (o la tank a tubo) solo qualche volta per tutto il ciclo. Un'altra pellicola ad altissima risolvenza ed ugualmente pancromatica è la Kodak HC; la sua sensibilità è simile alla Recordak e si adatta alle luci contrastate.

Ma sin dal 1978 la Kodak mise sul mercato la speciale e moderna pellicola "TECHNICAL-PAN". Essa  impostata su una sensibilità elevata (massimo 21/25 DIN) dà ugualmente un'altissima risolvenza permettendo forti ingrandimenti. Si adatta facilmente ai normali sviluppi ottenendo una buona acutanza. Usandola con la Minox conviene impostare la sensibilità su 21 DIN

Molto pratico e valido per ammorbidire il contrasto di tutte le pellicole sopraindicate per l'altissima risolvenza, specie per l'illuminazione contrastata, è il "MICRON" della Intercolor; il suo uso è facile e non richiede istruzioni particolari.

Un altro sviluppo (meno pratico) , molto indicato per le pellicole contrastate, in grado di soddisfare le più varie esigenze per l'eccezionale ampiezza della gamma tonale dei grigi, è il  "Neofin DOKU" della Tetenal. Per il suo uso basta diluire una fiala in 500 cc di acqua, facendo subito un trattamento per circa 12 minuti.

Per l'eventuale necessità di una morbidezza maggiore è consigliabile sostituire, nella fase di stampa, il rivelatore per carta con uno per pellicola, oppure stampare su carta pancromatica, cioè la "Panalure Kodak" destinata al colore negativo (o alla luce fredda), sempre filtrando la luce di sicurezza con l'apposito schermo scuro "serie 3" della Kodak.

TECNICA PER LO SVILUPPO CON GRANA

Per l'effetto della grana grossa e pulita con alta acutanza nei forti ingrandimenti, la pellicola più consigliata è la Tri-x e va esposta normalmente a 27 DIN , anche se bisogna tener conto che le Minox nei precedenti modelli possono tendere a sovraesporre.

I bagni di sviluppo più indicati sono i seguenti: Rodinal, DK-50, HC-110, PQ Universal 1+4. Escludo quei bagni particolarmente progettati per la grana grossa, perché sono difficili nell'uso ed incerti nel risultato. Anche in questo caso l'universale Rodinal è molto consigliabile e diluendolo poco, tre 1+10 ed 1+20, con il trattamento alla temperatura piuttosto elevata di 24 gradi e la durata di circa 4-6 minuti, fa ottenere una grana grossa, netta e pulita, mantenendo un'ottima acutanza nei contorni.

Volendo migliorare il contrasto della granularità con gli interspazi più puliti, è consigliabile rifotografare la stampa con la pellicola Kodalith di medio formato, limitandosi poi ad un solo passaggio.

SPECIALE TANK VERTICALE

E' un sistema semplice, funzionale ed economico. Esso permette di sviluppare bene due pellicole Minox per volta, evitandone l'aggancio della coda e lo scorrimento tra i feltri del caricatore senza immergerlo nel bagno. Inoltre è possibile ridurre molto l'agitazione per ottenere quell'  "effetto di bordo" con i bagni ad altissima acutanza, quindi gli eccezionali ingrandimenti con le comuni pellicole medio-lente. Anche la costanza della temperatura nel trattamento può essere assicurata con un accessorio per il bagnomaria.

Il sistema si basa su un semplice tubo in plastica nera (quello usato per i cavi elettrici sotto - traccia) dal diametro interno di circa 11/12mm e la lunghezza di circa 60cm.

Un estremo va chiuso di volta in volta con un tappo do gomma, mentre all'altro estremo, all'oscuro, si introduce la pellicola (o due pellicole dorso a dorso), poi con un piccolo imbuto si versa il rivelatore.

E' possibile migliorare il sistema completandolo di un imbuto autocostruito in polistirolo, unendo dei corpi cilindrici mediante l'adatto solvente (trielina). Possono essere utilizzati alcuni contenitori per caricatori 35mm, gli astucci delle penne, o altro genere, sempre in polistirolo.

Dallo schizzo (fig.7) in scala ridotta si possono intuire le misure per la costruzione dell'imbuto. Il cilindro A (capacità 80-100cc) può essere di materiale trasparente, ma le parti inferiori, in nero, devono evitare le infiltrazioni di luce. Alla base sarà fatto un foro per fissarci inferiormente il tubicino B e superiormente la lingua curva C. E' bene applicare qualche dentello D per facilitare l'uscita dell'aria dalla tank mentre si introduce il liquido.

Per il controllo continuo della temperatura (importante nel miniformato quando si vuole garantire l'assenza di grana) conviene usare un termometro piuttosto sottile perché possa funzionare da tappo superiore, guarnendolo con un tubetto in plastica elastica (Possono adattarsi i collari di protezione del cavo elettrico, adottati nelle comuni prese per ferro da stiro) e fissandolo con alcuni avvolgimenti di semplice filo. Se verso l'estremità dell'ampolla di mercurio (o alcool) rimane scoperta la parte E dove potrebbe infiltrarsi la luce, è bene coprire con nastro nero.

Per garantire la costanza della temperatura del bagno di sviluppo, è consigliabile il bagnomaria mediante un grosso tubo in plastica dal diametro di 6 cm., fissando alla base una scatola cilindrica che possa raccogliere l'eventuale sbocco di ogni liquido e fare anche da sostegno.

Volendo seguire subito uno sviluppo successivo, bisogna asciugare prima l'interno della canna nera (tank) servendosi di un sottile bastoncino ricoperto con pezzuola.

TAGLIAFILM PER L'USO DI PELLICOLE PARTICOLARI

(Recordak, Pan F Technical Pan, Ektachrome, ecc.)

Si può costruire facilmente un semplice sistema per tagliare le pellicole da ricaricare, ottenendo una scanalatura profonda 9mm su un blocco di materiale plastico (plexiglas) e fissando in superficie due lame d'acciaio, una per il taglio e l'altra per la guida.

Costruzione

Si uniscono due blocchi in plexiglas mediante due bulloncini e interponendo un sottile foglio A (in plastica) dallo spessore di un millimetro scarso, come si vede nello schizzo (fig.8) in scala leggermente ridotta. Tutto l'insieme compresso dai due bulloncini dovrà essere smussato con piano obliquo di circa 20° al lato della scanalatura B, sul quale andranno applicate le due lame taglienti (del tipo spezzettabile e con spessore 3/10 di mm), fissandole con due fascette metalliche e quattro vitine. Il canaletto B che deve conservare le due superfici interne con il perfetto lucido originale, dovrà avere la profondità di 9mm perché lo spessore delle lame possa raggiungere complessivamente i 9,3mm adatti alla larghezza della pellicola da tagliare.

Per eseguire il taglio (sempre in oscurità) si introduce la normale pellicola 35mm per alcuni centimetri, dal lato della freccia C, sino a riprenderla dal primo lembo tagliato per pio tirarla lentamente fino in fondo. Il primo taglio ottenuto sarà da eliminare essendo la parte perforata, mentre il secondo ed il terzo taglio saranno utilizzati per i caricatori Minox, ricavando ben sei pellicole di 35 pose da un normale caricatore 35mm di 36 pose.

Il sistema descritto potrebbe sembrare complesso, ma posso assicurare che è di pratico uso, preciso ed anche economico.

Un altro sistema di tagliafilm autocostruito (ugualmente in plexiglas) è di aspetto originale (fig. 9); è un po' complesso e richiede pazienza nella costruzione, ma è più agevole l'uso in oscurità e garantisce un taglio più preciso, senza il minimo labbro. I caricatori Minox da riutilizzare, prima di ricevere la nuova pellicola, devono essere lavati per eliminare i residui del bagno di fissaggio, quando lo sviluppo della pellicola è stato eseguito con la tank originale Minox. Anche i caricatori più recenti (la serie priva di feltri) possono contenere i residui di cristallo dell'iposolfito.

TEST CON "MIRA"PER GLI OBIETTIVI MINOX

Anche gli obiettivi di alta qualità possono presentare delle tolleranze, pur se minime, come accennato nella prima parte di pag.1. Gli obiettivi Minox, che per l'ampia apertura fissa a 3,5 possono presentare alcune aberrazioni verso gli angoli (l'astigmatismo) ed una certa tolleranza sulla risolvenza, vanno controllati con la particolare "mire test" formata da 12 quadranti progressivi disposti a spirale (fig.10). Detta mira, fotografata alla distanza di 40cm, può far leggere la risolvenza fino alle eccezionali 160/175 linee/mm raggiunte dall'obiettivo Minox (le migliori ottiche del 35mm raggiungono il massimo di 80 linee e fino a 120 linee alcune ottiche speciali).

Ma in pratica, la lettura delle 160 linee (in rapporto alla distanza di 40cm) è alquanto relativa, perché la cosa più conveniente è il confronto di più apparecchi Minox, per vedere quali dei loro obiettivi fotografa meglio la mira nei vari quadranti, al centro ed agli angoli del formato 8x11mm.

A richiesta è possibile ottenere le copie originale della "mira test".

UN DIAFRAMMA AUSILIARIO (1: 6,3)

Con l'obiettivo Minox aperto ad 1: 3,5 sulla corta focale di 15mm, si ha una focheggiatura critica se si usa la pellicola ad altissima definizione, perché esso è in grado di distinguere bene il primo pino focheggiato ( come esempio il ritratto di Silvia fig.2) . Invece, diaframmando l'obiettivo con due stop per una maggiore profondità di campo, specie nel riprendere i ritratti all'aperto con la Minox che è priva di telemetro, il risultato della buona nitidezza sul piano focheggiato è garantito per ogni fotogramma (simile al sistema del modello "EC"); si avvantaggiano anche le riprese "dal vivo" e le rapide sequenze, e persino nelle riprese molto ravvicinate si può evitare l'uso della catenella metrica.

Un altro vantaggio della luminosità ridotta è quello di evitare la sovraesposizione sulla pellicola rapida con i tempi disponibili della Minox (anche se con il modello LX si è raggiunto il brevissimo 2000°) quando si vuole ottenere l'effetto della "bella grana" sui soggetti all'aperto, dove facilmente occorrerebbe un tempo rapidissimo sul 4000°, insieme al filtro grigio incorporato.

Per usare la Minox a diaframma ridotto (1: 6,3) si dovrà impostare il selettore della sensibilità con 6 DIN in meno; es.: per la pellicola da 27 DIN (Tri-x, Agfapan 400, HP5, Delta 400) il selettore dovrà essere regolato su 21 DIN, per cui i tempi automatici risponderanno come se la pellicola avesse tale sensibilità, ridotta di due stop.

Con il diaframma ridotto è possibile usare una sensibilità più alta di quella segnata al limite (27 DIN) del selettore, come la RECORDING di 33 DIN, utile per riprendere in scarsa luce ambiente e per ottenere la caratteristica grana grossa.

Per apportare all'apparecchio la riduzione di quei due stop di luminosità, è necessario applicare un adatto diaframma sopra l'obiettivo. L'operazione non è complessa e con un po' di attenzione va inserito, dal lato del piano focale, un dischetto in carta nera dal diametro esatto di 5,75mm col suo foro centrale di 2mm, che farà contatto con la lente anteriore dell'obiettivo; la pellicola sarà impressionata omogeneamente fino agli angoli.

L'amatore Minox, disponendo facilmente di un secondo apparecchio Minox, viene a dotarsi di un buon corredo tascabile, che permette di fotografare con disinvoltura per cogliere le più belle occasioni di ripresa su ogni tipo di soggetto, sempre con ottimi risultati

Dopo avervi esposto i vantaggi e la praticità del sistema Minox, la possibilità di usare particolari pellicole tagliate a strisce dal 35mm, l'equilibrio cromatico e l'altissima definizione dell'obiettivo che permette ingrandimenti molto spinti, concludo con l'invito alla prova:….. forse c'è una Minox anche nel vostro futuro!

 La prima versione di questo articolo, che comparve su "Tutti Fotografi" del 1979, è stato ora riguardato ed ampliato dallo stesso autore, per la gentile concessione della Editrice Progresso

 

   
 

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