Nikon serie E    un sistema economico ma di grande qualità    di Pierluigi Bellei

 

 
 
 
 

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I risultati delle indagini di mercato condotte alla fine degli anni settanta sui fotoamatori statunitensi, rivelavano che solo una piccola parte di loro era in possesso di apparecchi reflex.

La Nippon Kogaku, come anche altre case, progettò la Nikon EM, macchine di impostazione strettamente automatica, proprio per venire incontro alle esigenze delle persone abituate ad usare le instamatic o le Polaroid.

ll lancio venne completato con quello di una nuova linea di obiettivi denominati Serie E, aventi lo stesso attacco a baionetta ed il sistema Ai dei Nikkor.

I primi ad essere messi in commercio all'inizio del 1979 furono un 50 mm f-1,8, un 35 mm f. 2,5 ed il 1DD mm f. 2,8. In seguito si aggiunsero un 28 mm f.2,8 e finalmente, nel 1981 il 135 mm f. 2,8.

Per quanto riguarda gli zoom ne furono prodotti tre, un 36/72 f. 3,5, un 75/150 f. 3,5 e un 70/210 f. 4.

Prenderemo qui in considerazione esclusivamente l'uso e le prestazioni delle focali fisse.

Il 28 mm f.2,8 presenta un angolo di campodi 74°, uno schema ottico con 5 lenti in 5 gruppi e un peso di soli 150 grammi. Chi predilige la focale 35 mm per l'impiego "normale" può tranquillamente tenere in tasca questo retrofocus supercompatto per utilizzarlo nei casi in cui quest'ultima non sia ritenuta sufficiente nella composizione dell'immagine.

La semplicità del disegno progettuale non deve trarre in inganno; i risultati ottenibili sono di tutto rispetto a patto però di non pretendere miracoli con il diaframma a tutta apertura.

Una seconda versione venne dotata di anello di montaggio e di una nuova ghiera di messa a fuoco.

Il 35 mm f.2,5 con angolo di campo di 62° è composto anche questo da 5 lenti in 5 gruppi posizionate, ovviamente, in maniera diversa 2 vanta 150 grammi di peso. La maneggevolezza e la buona qualità ne fanno una valida alternativa all'eventuale obiettivo che abbiamo scelto per il nostro lavoro generico.

L'anello cromato e alcuni ritocchi sulla ghiera per la regolazione delle distanze caratterizzarono il secondo allestimento di questo grandangolare.

Le considerazioni precedenti rivelano una preferenza per la lunghezza focale di 35 mm, conseguentemente il 50 mm f.1,8 suscita scarso apprezzamento. Tuttavia la costruzione superconcentrata in 6 lenti e 5 gruppi, il peso di 135 grammi lo collocano di seguito all'ottimo omologo Nikkor. Successivamente venne aggiunta la corona per il serraggio.

Il medio tele 1DD mm f.2,8 è contraddistinto da un angolo di campo di 24° 20', 4 lenti in 4 gruppi e peso di 220 grammi. Il rendimento è più che sufficiente mentre il fattore che sorprende è ancora una volta l'estrema compattezza in rapporto alla lunghezza focale. L'aggiornamento dell'estetica lo completa con il cerchio cromato e una ghiera rivestita di gomma antiscivolo.

L'ultimo ad arrivare sul mercato nel 1981 fu il tele 135 mm f. 2,8. Come il 100 mm è formato da 4 lenti in quattro gruppi montate però in modo differente, l'angolo di campo è di 18° ed il peso di 395 grammi.

Quest'ottica può essere impiegata nelle forme più svariate, molto indicato è il genere del ritratto a pieno formato. Infatti la leggerezza consente di cogliere istantanee nelle espressioni dei volti delle persone, mentre la buona qualità generale permette ingrandimenti spinti, infine la limitata profondità di campo isola il soggetto ripreso rendendo superflua la ricerca di uno sfondo adatto. E' dotato di paraluce incorporato retrattile.

Abbiamo accennato all'inizio alla ragione che portò la dirigenza Nikon a studiare la EM, fotocamera di facile utilizzo, con un prezzo più basso di quello delle altre sorelle maggiori. La decisione di affiancare a questa produzione quella di obiettivi in serie economica, probabilmente fu presa per evitare che il consumatore rivolgesse la sua attenzione all'assortimento degli universali in alternativa ai costosi originali. La linea E fu concepita mantenendo il classico e collaudato innesto a baionetta, corredato del sistema di informazione denominato Ai (Automatic Maximum Aperture Indexing), che aveva sostituito quello precedente basato sull’accoppiamento di una forcella al simulatore dei diaframmi. Quest'ultima, viceversa, abolita in questo caso, continuò ad equipaggiare i nuovi Nikkor permettendone così l'uso ottimale sulle reflex più anziane. Il fine della riduzione dei costi fu perseguito sostituendo alcune parti non determinanti con la plastica e ricalcolando gli schemi ottici con nuovi strumenti, rendendo così possibile il contenimento delle dimensioni delle ottiche. D'altra parte essendo la Nikon una fabbrica che produce in proprio materie prime, è facile immaginare come ciò non sia stato di difficile realizzazione.

La scala delle distanze è leggibile attraverso una finestrella ritagliata nel barilotto, in metri (colore bianco) e in piedi (colore giallo).

ll punto di riferimento per la regolazione del fuoco è inciso sulla corona cromata o direttamente sulla montatura, mentre quello per l'uso delle pellicole all'infrarosso si trova immediatamente sulla sua sinistra ed è di colore rosso.

Il selettore dei diaframmi è sempre situato alle estremità posteriori degli obiettivi e i valori delle aperture sono riconoscibili anche grazie a colorazioni diverse. Quest'ultimi insieme ai trattini imposti sul barilotto favoriscono l'individuazione della profondità di campo di lavoro disponibili.

La seconda scala dei diaframmi, caratterizzata da numeri più piccoli, consente la lettura del valore impostato direttamente dal mirino delle reflex provviste di un piccolo periscopio.

L'innesto posteriore è a tre flange e il tiraggio 46,5 mm.

Nell'acquisto conviene orientarsi sempre verso il secondo allestimento della serie E, identificabile dalla presenza del più volte citato anello cromato studiato per un comodo serraggio delle ottiche nel corpo macchina. Le finiture esterne, infatti, sono curate meglio, mentre le lenti interne fruiscono dei trattamenti antiriflessi riservati ai Nikkor.

Altro particolare, da non trascurare mai, è l'applicazione del paraluce per schermare i raggi parassiti e proteggere il vetro frontale da possibili urti. Gli acquirenti e gli estimatori di questa gamma nel periodo fiorente della produzione erano per lo più studenti e lavoratori precari con poche somme a disposizione, o persone non intenzionate a spendere troppo nella fotografia. Alle prime categorie apparteneva anche il sottoscritto e la creazione di questa linea permise quindi a molte persone il primo approccio con questo mondo.

Qualche purista, nel leggere il titolo di questo articolo, potrebbe aver avuto una sensazione di dissenso Infatti in quest'epoca di continua tendenza al miglioramento qualitativo dei materiali, nonché degli schemi progettuali, che senso ha riproporre la versione economica di obiettivi prodotti anche in forma più pregiata? La Nikon EM insieme alla serie E esaminata prima costituisce un sistema completo, leggero e di buona qualità. Sul mercato dell'usato con poco più di mezzo milione, si può avere a disposizione un corpo reflex corredato da più ottiche sistemabili tranquillamente nelle tasche dei vestiti, abolendo così la tradizionale borsa fotografica. Il vantaggio in caso di gite in montagna, turismo vario e in tutte le circostanze in cui è necessario trasportare meno bagaglio possibile, è evidente. Inoltre rispetto alle macchine fotografiche concepito per uso dilettantistico, abbiamo la prerogativa della visione reflex che consente di ampliare le nostre possibilità.

Ad esempio possiamo montare sulla fotocamera l'ottimo Tc 201 o un moltiplicatore delle serie universali, che oltre a raddoppiare le nostre lunghezze focali, ci può consentire con la posizione macro, un primo timido passo verso quest'altra stupenda dimensione.

 

   
 

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