Rittreck    Reflex Multi Formato      di Michel Rouah

 
 
 
 

Scrivi a Dante Tassi

 

Tra le migliaia di apparecchi fotografici fabbricati al mondo nell’ultimo secolo, ve ne sono ancora molti da scoprire, o riscoprire.
Tra il1956 e il 1962, la ditta giapponese Musashino Koki, ha commercializzato un apparecchio avente forma, a dir poco, stupefacente; la Rittreck Reflex 6x9.
È la prima Reflex mono-obiettivo di formato 6x9 cm. apparsa in Giappone.
È un apparecchio modulare che permette di intercambiare il dorso, l’obiettivo e il mirino. Inolte, a seconda del dorso utilizzato, permette di fotografare in quattro differenti formati: 6x9, 6x7; 6x6 e 4,5x6 centimetri.
La Rittreck 6x9 è stata commercializzata anche con il marchio Optika, per lo più sul mercato americano.
Esistono due modelli di questo apparecchio: la Rittreck SP, o Optika Pro, e la Rittreck IIa, o Optika IIa. La differenza tra i due modelli riguarda la gamma delle velocità ed alcuni dettagli estetici.
 

Rittreck SP:
- Velocità di 1/2, 1/4, 1/8, 1/20, 1/25, 1/50, 1/100, 1/200 e 1/400, e posa B.
- Mirini intercambiabili.

Rittreck IIa:
- Velocità di 1/20, 1/25, 1/50, 1/100, 1/200 e 1/400, e posa B.
- Mirino a cappuccio fisso.

LA CASSA

Di forma parallelopipede, misura, L x H x P,: 140 x 155 x 125mm. per un peso di 1,7Kg. senza magazzino.
Grazie ad una disposizione ordinata dei comandi, la Rittreck 6x9 è ben bilanciata e sta bene in mano, inoltre è rifinita in modo splendido. Il ritorno dello specchio a 45° è particolarmente dolce e non produce nessuno shock, il meccanismo non vibra. Per evitare le vignettature, l’asse di rotazione dello specchio è portato da un braccetto snodato. Questo principio permette di aumentare la lunghezza dello specchio senza aumento dello spessore della cassa. Dopo lo scatto, lo specchio ritorna in posizione.
Evidentemente, tenuto conto della sua taglia, l’otturatore non è dei più discreti il rumore resta comunque nella nella norma tenuto conto anche che l’apparecchio è prevalentemente dedicato alla fotografia in studio.
Sulla Rittreck SP, i tempi lenti (1/2, 1/4, 1/8 e 1/20) sono comandati da un selettore posto sul lato sinistro del corpo, al di sotto il largo bottone di carica. I tempi veloci (1/20, 1/25, 1/50, 1/100, 1/200 e 1/400) e la posa B sono comandati da un barilotto posto sul lato destro del corpo. Si noti che i tutti e due i barilotti recano la posizione 1/20 incisa in rosso.
Questa doppia marchiatura corrisponde al passaggio tra i tempi lenti e veloci e per poter utilizzare i tempi lenti è obbligatorio impostare il 1/20 anche sul selettore dei tempi veloci.
Queste caratteristiche sono riferite alla Rittreck SP, in quanto la Rittreck IIa non possiede le velocità lente.
Non c’è nessuna protezione contro le doppie esposizioni involontarie e non c’è neanche accoppiamento tra l’otturatore ed i magazzini.
Sul fianco destro prendono posto un porta accessori e le due prese per la sincronizzazione del flash elettronico e delle lampade ad incandescenza (FP).
La sincronizzazione dell’otturatore è di 1/20 di secondo.
Gli obiettivi sono intercambiabili, il montaggio si effettua a mezzo di un bottone con molla collocato sul fronte del corpo e di una doppia cremagliera che che blocca l'ottica. L’utilizzo di due cremagliere da grande rigidità alla piastra anteriore e permette una messa a fuoco precisa e sicura. Un soffietto posto tra la cassa e la piastra anteriore assicura l’impermeabilità alla luce. La lunghezza della corsa della cremagliera è di 29mm. E permette una messa a fuoco continua che va da 80 cm. all’infinito (con l’obiettivo di 10,5cm).
Quando si utilizza l’ottica sul corpo c'è un coperchio incernierato che, in posizione di lavoro, funge da paraluce.
In alcuni cataloghi la presenza di questo “tappo” sulla Rittreck IIa viene indicata, mentre in altri è ignorata. L’esemplare che illustra questo articolo non è dotata di tale coperchio.
La base della cassa appoggia su quattro piedini che danno una perfetta stabilità all’apparecchio quando questo è posto su un piano orizzontale. Una presa filettata che permette il montaggio su un cavalletto è localizzato al centro della base e una seconda presa, posta a 90 gradi rispetto alla prima, permette la ripresa verticale.
Il numero di serie è inciso all’esterno della cassa, sulla parte superiore della piastra recante il marchio Rittreck.

I MIRINI

I mirini sono intercambiabili sulla Rittreck SP ma non sulla IIa. Per smontare il mirino si deve fare una leggera pressione su di esso e poi sfilarlo tirando verso il dorso della camera.
Mirino cappuccio: È costituito di quattro ante che si aprono con un solo movimento dopo lo sblocco del bottone. Una lente di ingrandimento ribaltabile permette una visione completa dell’immagine.
Un mirino ottico estremamente luminoso è posto anteriormente ed è accessibile dopo aver basculato una piccola anta di protezione posta nella parte anteriore.

Mirino a specchio: Questo mirino non è un prisma raddrizzatore ma un semplice specchio a 45°, per questa ragione l’immagine è invertita di 180°. Tenuto conto dei lati invertiti, l’uso di questo mirino è sconsigliato per le riprese in rapido movimento.
L’unico utilizzo che tale mirino può avere è nell’inquadrare quando la fotocamera è troppo alta oppure in presenza di forte luce ambiente, inoltre questo mirino permette il montaggio di lenti di correzione diottriche.

IL VETRO SMERIGLIATO

Questo schermo, molto luminoso, è formato da piccoli anelli di Fresnel e da una zona centrale opaca.
All’interno si notano dei riferimenti verticali per gli altri 3 formati e fornisce una splendida e nitida immagine sino ai bordi più estremi.

GLI OBIETTIVI

Sulla Rittreck, gli obiettivi si montano su una flangia rettangolare. Questa è semplicemente attaccata, al corpo dell’apparecchio, da due barrette metalliche scorrevoli.

Una gamma completa di obiettivi, dal grandangolo* al teleobiettivo, di marca Actina si montano su questo apparecchio. All’epoca, l’importatore negli USA, Aetna Optix, proponeva anche il montaggio di obiettivi Schneider. Inoltre il fotografo poteva adattare su piastre altri obiettivi già in suo possesso.
L’obiettivo di base della Rittreck 6x9 è un Luminant 3,5/10,5 cm di Musashino Koki. Ne esistono due versioni, una con il diaframma manuale, e una con preselezione del diaframma. Gli altri obiettivi sono l’Actinar 4,5/18cm, l’Actinar 6,3/21cm e 5,6/30 cm.
*Per quanto mi risulti, e malgrado gli annunci della stampa specializzata dell’epoca, non esiste nessuno obiettivo grandangolo per questo apparecchio.

I DORSI INTERCAMBIABILI

Una serie di magazzini intercambiabili permettono di fotografare nei formati: 6x9, 6x7, 6x6 e 4,5x6 centimetri. Un riduttore per pellicola piana con vetro smerigliato erano descritto anche nei cataloghi e trasformavano la Rittreck in una camera a lastre in miniatura.
I magazzini si inseriscono in una guida posta sul retro del corpo, ogni magazzino è dotato di un contapose ed è provvisto di leva di azzeramento, di un bottone di anticipo del film e di un’anta di protezione scorrevole.
Non esiste nessuna sicurezza che vieta la rimozione dell’anta quando il magazzino non è inserito sulla fotocamera.

GLI ACCESSORI

Alcuni accessori si aggiungono a questo sistema:
- Una impugnatura con scatto flessibile e supporto per il flash
- Una serie di 2 tubi di prolunga di 40 e 60mm, previste per l’obiettivo di 10,5cm.
- Un tubo di prolunga di 25mm previsto per l’obiettivo di 21cm.

Questo elenco di accessori non è certamente esauriente, ma corrisponde semplicemente agli accessori in mio possessso al momento della stesura dell'articolo.

LA RITTRECK 6X9 SUL CAMPO

La Rittreck 6x9 è una macchina interessante. Malgrado un peso di 2,5Kg, con obiettivo e magazzino, il suo utilizzo a mano libera è possibile
La realizzazione è splendida e il funzionamento, dell'apparecchio in mio possesso, è preciso.
I difetti principali rilevati sono relativi alla mancanza di sincronizzazione tra l'avanzamento del film ed il caricamento dell'otturatore e la mancanza di un sistema che non permetta la rimozione del dorso se la volet non è inserita.
Malgrado questi inconvenienti, ho realizzato tantissime immagini di alta qualità senza aver a disposizione tutti quegli automatismi a cui l'attuale tecnica ci ha abituati.
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

     © Copyright 2005 - Ass. Castello Immagini   

 
 
 
 
Scrivi a Dante Tassi